ATTIVITÀ REFERENZIALE, DISSOCIAZIONE E PSICOPATOLOGIA

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Descrizione

Nell’ambito della ricerca sul processo in psicoterapia la psicoanalista, docente e direttore di ricerca presso il Derner Istitute dell’Adelphi University di New York, Wilma Bucci ha avviato un tentativo di riformulazione ed ampliamento dei concetti metapsicologici e degli ambiti della psicoanalisi verso i contenuti delle neuroscienze, da un lato, e delle scienze cognitive, dall’altro. Tale intento ha contribuito alla formulazione Teoria del Codice Multiplo, una base teorico-empirica per lo sviluppo di un metodo di ricerca sulla valutazione dell’attività referenziale, misura dell’andamento globale della terapia attraverso i trascritti di sedute. Come già affermato, il metodo si colloca nel filone della Ricerca sul Processo e nasce, come molti metodi empirici di valutazione del cambiamento terapeutico, dalla crisi della metapsicologia freudiana, così come documentata dalle numerose controversie sulla teoria della mente alla base della pratica psicoanalitica (Holt 1989, Klein 1976, Wallerstein 1988). A partire da tali controversie, ci si è resi conto che la psicoanalisi ha bisogno di una moderna teoria che spieghi i fondamenti della pratica clinica. La teoria della Bucci rappresenta un approfondimento della differenziazione freudiana del processo primario e secondario. La teoria freudiana evidenziava la presenza di due distinte modalità di pensiero, includendo assunti improponibili nella realtà odierna non essendo stata ancora dimostrata la loro validità di costrutto. L’autrice propone, invece, un’organizzazione del pensiero e della memoria tripartita, in cui sono contemplate forme di pensiero verbali simboliche, non verbali simboliche e subsimboliche. L’integrazione di tali modalità di pensiero dovrebbe accompagnare l’individuo in ogni situazione quotidiana, manifestandosi nel suo eloquio; ne è esempio, all’interno di una psicoterapia, l’associazione libera del paziente. In seguito a situazioni traumatiche, i tre sistemi di pensiero possono non funzionare in maniera integrata: in tal senso, la psicoterapia può configurarsi come strumento in grado di ripristinare il funzionamento combinato dei tre sistemi.[:en]Within the framework of the research on process in psychotherapy, Wilma Bucci – psychoanalist, professor and Research Director at Derner Istitute of Adelphi University in New York – has initiated an attempt to reformulate and widen metapsychological concepts as well as the scope of psychoanalysis towards the contents of neuroscience on one hand, and cognitive science on the other. Such intent has contributed to the development of the Multiple Code Theory: a theoretical-empirical basis for the development of a research method on the evaluation of referential activity – measure of the therapy’s global progress through the transcriptions of the sessions. As stated before, the method ranks in the course of the Research on Process and stems, as many empirical methods of therapeutic change evaluation, from the crisis of Freud’s metapsychology, such as it is documented by the various controversies on the theory of mind at the basis of psychoanalytic practice (Holt 1989, Klein 1976, Wallerstein 1988). Starting from such controversies, it was acknowledged that psychoanalysis requires a modern theory explaining the fundamentals of the clinical practice. Bucci’s theory represents a development of Freud’s differentiation of primary and secondary process. Freud’s theory revealed the presence of two distinct modes of thought, including such assumptions that cannot be proposed in modern reality, since the validity of their meaning has not been proven, yet. The author proposes, instead, a three-fold thought and memory organization which includes verbal symbolic, non-verbal symbolic and sub-symbolic modes of thought. The integration of such modes of thought should accompany the individual in each daily situation, by appearing in his/her language; an example of this, within psychotherapy, is the free association of the patient. Following traumatic situations, the three systems of thought may not function in an integrated manner: in this sense, psychotherapy can represent the instrument that can restore the combined functioning of the three systems.

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